Racconti e Guida Viaggi: Laos - Luang Prabang

Luang Prabang - il paradiso in terra

luan prabang

Un tuk-tuk ci scarica alla stazione degli autobus, a circa dieci chilometri dal centro di Luang Namtha (Nord del Laos). Prossima destinazione Luang Prabang!

L’autista ci fa segno di salire sul bus, noi puntiamo il bellissimo e nuovissimo minivan prenotato il giorno precedente, più che altro perché più veloce e in grado di far risparmiare tempo. Ci dicono che è al completo…la signora della guest-house dove avevamo pernottato s’è intascata i soldi e s’è dimenticata di prenotarci il posto…rompo un po’ le scatole alla biglietteria e riesco almeno a farci ridare la differenza dei biglietti. Ma quello che interessava era comunque il tempo di percorrenza…viaggio lungo, dura circa dieci ore. Bus senza aria condizionata, ci tocca aprire i finestrini che in questi casi è un disastro. Le strade sono dissestate, ci troviamo presto sommersi dalla polvere. A tratti la strada è buona, la stanno costruendo, pare che ci siano aiuti dai cinesi. Ci sono molti turisti da tutto il mondo sul bus. Il viaggio si snoda su un sinuoso percorso lungo una strada che punta verso il sud del paese, circondata dalla verde e sterminata foresta, intervallata da qualche villaggio. Spettacolo davvero stupendo. Dopo qualche ora il conducente inchioda, ci chiediamo che stia capitando. Fa un po’ di retromarcia e ci affacciamo al finestrino per capire che sia successo. Vediamo un gruppetto di bambini sul ciglio della strada, uno di loro ha in mano qualcosa…un lucertolone! Vivo, lungo circa un metro, con le zampette legate. Si vede solo una mano sporgere dal bus che lo raccoglie e che porge dei soldi al bambino. Lo sfortunato rettile viene gettato nel corridoio del mezzo, la signora spagnola del sedile accanto non è molto serena!

laos - bambini sorridenti lungo la strada

Si riparte, ancora qualche pausa qua e là e per le 19:00 si arriva a Luang Prabang. Condividiamo un tuk-tuk con altri viaggiatori e arriviamo in centro della cittadina. Il sole è tramontato da un po’. Ci troviamo in mezzo al coloratissimo mercato notturno. Ci immergiamo fra le sue bancarelle ed intanto chiediamo indicazioni per trovare una buona sistemazione…economica! Ci sono molti turisti. Inizia la perlustrazione delle guest house, alcune magnifiche, un po’ care. Non tutti scendono molto di prezzo…difficile contrattare qui. Ne troviamo comunque una stupenda, stanza pulitissima, lettone comodo, aria condizionata che dà su uno stupendo giardinetto pieno di fiori, tutto per una decina di euro. Uno dei posti più belli dove ho pernottato finora. Essendo bassa stagione il proprietario dice che ha tirato giù il prezzo di un terzo. E’ tempo di andare in cerca del cibo, ci imbattiamo in una via piena di bancarelle che mi fanno venire l’acquolina in bocca. Con l’equivalente di un euro danno un piatto da riempire con tutto quello che ci sta sopra, preso dal gustoso buffet. Impilando tutto quello che ci sta in una traballante costruzione di verdura e pasta mi gusto l’ottima cena. Poi due passi per smaltire.

Credo di essere morto in quel viaggio sul bus “scassone”, su quella strada mezza rotta: perché questo posto è il paradiso!

Al risveglio un cielo azzurrissimo, apro la porta della stanza ed un verdissimo giardino dà il buon giorno con i suoi fiori e i suoi uccelli che cinguettano. Grossissime farfalle svolazzano leggiadre e serene. Palme ed alberi da frutta. Un tavolino dove fare colazione. Ci fosse anche un’amaca non andrei neanche in strada.

Iniziamo la giornata visitando il museo che una volta era il palazzo reale. Una bella costruzione, immersa nel verde, modesta nelle dimensioni e nel numero di stanze. Un trono, semplice ma elegante. Forse il più bel palazzo reale visitato. Qui si trova la statua del Buddha Pha Bang, da qui il nome della città. Nel giardino un’esposizione di macchine usate dai due re e un wat in restauro. Visitiamo altri templi, uno con un bellissimo Buddha di giada all’interno. La cittadina è un incanto. Tutte case in stile coloniale, immerse nel verde di prati ed aiuole curatissimi, tutte che non superano il primo piano, mille fiori colorati, palme ed alberi. Il cielo è sempre più terso, il sole mi scalda piacevolmente.

Un salto al mercato del cibo e poi due springrolls in riva al Mekong. Fiume marrone, sullo sfondo le verdi colline che si stagliano in un azzurrissimo cielo. Non c’è traffico, la gente è rilassatissima, quasi da coma.

Andiamo verso la punta di Luang Prabang, che è una penisola sorta alla confluenza di due fiumi, il Mekong e il Nam Khan. Un ponte di legno collega due sponde, dall’altra parte un villaggetto, dei monaci attraversano il ponte. Vestiti di arancio sgargiante, col loro ombrellino nero per ripararsi dal sole.

Il posto è una concentrazione pazzesca di templi con una miriade di monaci, forse è per tutte le energie positive che emanano questi due elementi che questo luogo ha quest’aria di pace  paradisiaca. Nel pomeriggio andiamo ad acquistare dei libri ad un’associazione che aiuta i bambini dei villaggi della zona, la “Big Brother Mouse”. Si possono comprare sia libri già stampati che loro distribuiscono poi nelle scuole dei dintorni oppure sovvenzionare un’edizione lasciando donazioni. Decidiamo di comprarne alcuni e tentare di consegnarli direttamente, facendo da noi.

Continua il giro del luogo, di sera una cena con una sorta di barbecue in una padella a panettone appoggiata su un cestello con dentro la brace ardente, posto in un foro nel tavolo. Al centro è la parte per cuocere la carne ed il pesce, che, colando, va a finire nella parte sottostante dove si pone dell’acqua nella quale si immergono dei noodles creando un delizioso brodino.

Altra conferma di essere in paradiso è l’escursione alle cascate di Kuang Si, posto incredibile. Un tuk-tuk, condiviso con altri ragazzi, ci porta in un’oretta, lungo una strada nella foresta, a destinazione. Entriamo nel parco dove ci sono le cascate. Saliamo lungo un sentiero e ci troviamo davanti ad uno dei numerosi livelli di questa meravigliosa cascata. Una pozza profonda, con acqua cristallina ci permette di rinfrescarci immergendoci nelle sue gelide acque. Rimango un po’ a mollo contemplando la rigogliosa natura. Continuiamo la camminata e ci troviamo di fronte ad altre cascate e altre pozze. Risaliamo un percorso ripido e scivoloso di lato alla cascata col salto più alto che porta alla cima. Da qui una splendida vista sulle montagne circostanti. Da quest’altezza si riesce a scorgere anche un’altra pozza con dei monaci che stanno facendosi il bagno e giocano a tuffarsi. Cerchiamo di raggiungere il posto, non trovando subito la strada da fare, l’unico modo è passare nella cascata stessa. Cammino un po’ coi piedi a mollo e gli spruzzi che mi rinfrescano prima di arrivare alla meta. Un’acqua incredibilmente azzurra, tutto circondato da alberi e cascatelle minori che dà su una splendida vallata. In compagnia dei monaci ci si diverte a tuffarsi, un paradiso! Arrivano altri turisti ed i monaci iniziano a prepararsi per andarsene. Torniamo in città.

Sveglia, colazione e affittiamo una bici per andare a distribuire i libri comprati. Non è semplice come impresa, non troviamo la scuola nel villaggio dove ci siam diretti, distribuirli così, come se fossimo babbo natale donando a destra e a manca non mi piace affatto. A Luang Prabang c’è una sorta di scuola biblioteca, anche loro distribuiscono ai bambini, decidiamo di lasciarli qui.

Fa caldissimo e non sono in forma. Dopo pranzo un riposino in veranda. Poi un piacevole giro in bici in questa città rilassata mi riporta di buon umore. Si decide di non salire in cima alla collina che sovrasta la città. Ci chiedono soldi anche per questo, è davvero troppo! Per principio preferisco lasciare stare, meglio spendere i soldi del biglietto per un panino alla nutella, un fruit-shake ed un hamburger acquistati nelle bancarelle sottostanti. Dopo cena (un’ottima pizza!) giriamo un po’ il mercatino notturno in cerca di qualche ricordino, a contrattare un po’. Intanto rincontriamo un tedesco che fa l’insegnante, uno spasso d’uomo! Ci consiglia di andare a Vang Vieng, una cittadina a metà strada fra qui e Vientiane. Per fare un po’ di “tubing” (stare a mollo su ciambelloni di gomma gonfiati e messi in acqua) e sballarsi di alcol…non abbiamo molto tempo ed io qui non riesco neanche più a bere mezza birra. Poi sinceramente pensare di passare giornate alcoliche in paradiso mi pare un’idea troppo blasfema!


Dormire:

In città c'è solo l'imbarazzo della scelte per trovare un'ottima sistemazione, difficile contrattare sul prezzo però...le sistemazioni che ho visto erano tutte molto belle e pulite. Molte si trovano nei dintorni della via principale del quartiere vecchio. Più ci si allontana e più i prezzi calano ovviamente. Io sono stato alla Xieng Mouane guest house, sistemazione confortevole e pulitissima.

Mangiare:

Ovunque per le vie si trova da mangiare, soprattutto durante la sera il luogo si riempie di bancarelle che vendono varie cibarie. Ci sono ristoranti di tutti i tipi e delle svariate cucine mondiali. C'è il mercato del cibo dove potrete provare qualche specialità del luogo.

Trasporti nella zona:

Ci si sposta bene a piedi per visitare Luang Prabang, si puo' affittare la bici o se si è stanchi salire su un tuk-tuk. Quando ero lì non permettevano l'affitto di scooter.

Arrivare e lasciare la città:

Luang Prabang è raggiungibile con l'aereo, a circa 4km dalla città c'è l'aeroporto.

Ci sono barche che partono verso alcune destinazioni

C'è una stazione dei bus con mezzi che vi portano un po' ovunque. I bus vip o express non sono più comodi degli altri, ma un pelo più veloci...

Tutte le agenzie viaggi del posto vendono i biglietti.

Frasi utili:

Salutare in laotiano:  Sába̖ai-di̖i (molto simile al saluto thai)

Ringraziare in laotiano:  Khàwp ja̖i 

Cosa vedere o fare:

  • La parte vecchia, che si trova sulla penisola di Luang Prabang è un posto molto rilassante e pieno di templi. Un paio di giorni in giro a rilassarvi e a dare un'occhiata alla città sono consigliati. Il palazzo reale è un bel posto da visitare.
  • Fate un salto al mercatino notturno
  • Fate una capatina alla Big Brother Mouse
  • Non potete saltare le cascate di Kuang Si e una rinfrescata nelle sue fresche acque durante una calda ed umida giornata di sole!
  • Affitatte una bici, è il miglior modo per farsi un'idea di com'è il posto, inoltre non ci sono particolari salite se rimanete in città.
  • Come in ogni posto turistico qui in asia non mancano le possibilità di farsi fare un massaggio o partecipare ad un corso di cucina

Data del viaggio: Luglio 2010

Destinazioni: 
Racconti e Guida Viaggi: Laos - Luang Prabang | Desi Sailor Viaggi

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