Racconti e Guida Viaggi: Myanmar - Bagan

myanmar - bagan e i suoi templi

Nottataccia a Mandalay (centro-nord del Myanmar/Birmania)…faceva molto caldo ed il ventilatore non dava tregua col suo cigolio. Dormito poco e male. Alle 4:15 mi butto giù dal letto e dopo mezz’oretta scendo in strada, dove trovo i compagni di viaggio e un autista col quale avevamo contrattato il passaggio mattutino verso il porto fluviale. E’ tutto ancora immerso nelle tenebre, ma la gente è già in giro ed operativa. Arriviamo in poco più di cinque minuti alla biglietteria del molo. Risparmiamo due dollari a testa comprando il biglietto direttamente qui. Destinazione Bagan!

La barca la si prende un centinaio di metri più avanti rispetto alla biglietteria, ce ne accorgiamo tardi, i posti migliori son già stati presi. Ci danno delle sedie di plastica e ci ritagliamo uno spazietto per noi su questa che è una nave merci con qualche passeggero e la popolazione locale che è seduta per terra con le mercanzie da trasportare. Mi godo l’alba sul fiume. Fra un pisolino e qualche ciancia si va avanti nella navigazione dell’Irrawaddy. Non mi dispiace questo barcone, è molto rilassante. Tutte le volte che attracchiamo inizia il momento “scatto foto” dove, noi occidentali, ci mettiamo in posizione e fotografiamo tutta la gente a riva in attesa di salire sulla nave o di vendere qualcosa. Le foto vengono molto bene, anche se mi vergogno un po’ per il fatto che pare di essere in un safari o ad uno zoo…lo considero poco rispettoso. Comunque è interessantissimo questo via vai e sali e scendi di merci e persone che ci occupano sempre una buona mezz’oretta di viaggio. Si entra nei traffici fluviali fra i vari paesini e villaggi. Non sto a narrare dei sorrisi e della cordialità della gente, oramai caratteristica intrinseca in ogni momento passato qui in Myanmar!

myanmar - irrawaddy, barca fra mandalay e bagan    myanmar - irrawaddy

Nel pomeriggio, dopo un pranzo a base di biscotti e mele, mi concedo un massaggio fatto da un’anziana signora della nave. Più che un massaggio è una coccola. Le sue magre, rugose e anziane mani hanno ancora parecchia energia. Il tempo scorre sereno, se non fosse per la levataccia, che causa sonnolenza, tutto sarebbe perfetto oggi. Il fiume è calmissimo, sulle sponde i villaggi di capanne di legno e alcune pagode. Scarsa vegetazione. 

Inizia a farsi buio, conosco una ragazza del posto con la quale parlo un po’. Mi racconta che la sorella tesse e lei vende i suoi prodotti, si trova qui per questo infatti. Mi chiede se ho da scambiare quello che vende per delle t-shirt, purtroppo ho quella che ho addosso ed un cambio, non posso dargliela. Le insegno però un po’ di parole italiane che potrebbero servirle quando incontrerà turisti del nostro bel paese. Mi stupisco per la facilità con la quale memorizza il tutto. Io ho impiegato tre giorni per imparare a salutare e ringraziare in birmano!

myanmar - irrawaddy, venditrice di papaya

Intanto arriviamo, dopo circa quindici ore, a Bagan. E’ buio pesto, poche luci. Solito assalto dei ragazzi dei risciò e dei pick-up ma, finalmente, si riesce ad avere una buona contrattazione sul prezzo. Dopo tre metri siamo già fermi perché dobbiamo entrare in un ufficetto e pagare dieci dollari per l’entrata in città…sito archeologico!

Troviamo una bella sistemazione in una sorta di bungalow/villette, con veranda. Provo a cercare in un altro posto simile per risparmiare un dollaro al giorno…cosa si deve fare per viaggiare! Cena in un ristorante “italiano” nel quale mangio degli ottimi gnocchi, solo un po’ caro: una pizza addirittura quattro euro! Una follia, in relazione al costo della vita di qui. Decido di non spostarmi troppo per evitare spese eccessive e di godermi Bagan per tre giorni prima di tornare nella capitale. In stanza aria condizionata, che pacchia! Crollo dal sonno.

Giornata a caccia di templi! E di sorrisi!

myanmar - templi di bagan

Affitto una bici, mi incontro con i ragazzi spagnoli ed iniziamo l’escursione. E’ sorprendente il numero di templi che ci sono da queste parti. Bagan (conosciuta anche col suo vecchio nome: Pagan) fu la prima capitale del regno birmano. I templi, molti dei quali di roccia arancione, sono sparsi su una vasta area pianeggiante, è bellissimo girovagare per le campagne in bici. Io lo faccio in una buona giornata di sole, aria pulita, fra gente sempre pronta a fare due parole e mille sorrisi, ridere e scherzare con le venditrici nei loro banchetti vicini ai templi che ti indicano le parti migliori e meno visibili da andare a visitare, trovare scale semi nascoste e salire sulla cima di uno di questi templi e vedersi circondati da queste spettacolari costruzioni è davvero un’esperienza unica. Pieno di turisti che arrivano con i bus, parecchi anche italiani.  Secondo il mio punto di vista si perdono l’emozione di essere a contatto con il luogo e la gente del posto stando su quei mezzi con l’aria condizionata che ti prendono in albergo, ti portano al tempio, ti riprendono, ti portano al ristorante, ti riprendono, ti riportano in albergo...tutto in una sorta di bolla. E’ come guardare quel che capita e non esserne parte.

Visitiamo decine di templi costruiti con architetture e stili diversi: il tempio di Ananda, il tempio di Thatbyinnyu,  quello di Dhammayazika, il suggestivo Sulamani, lo splendido Dhammayangyi, sono solo alcuni dei gioielli che si parano dinanzi. Come lo sono i Buddha rappresentati all’interno: statue, dipinti e murales di tutti i tipi e in tutte le posture sacre del maestro asiatico.

Per il tramonto ci dirigiamo verso una delle sacre costruzioni più alte, dove un esercito di turisti è in attesa di far foto al sole calante, ci aggiungiamo anche noi. Ci godiamo l’infuocata palla che cala davanti ai nostri sguardi colorando il cielo di caldi colori. Le macchine fotografiche, alcune enormi poste su grossi cavalletti, scattano come fucili in prima linea.

bagan tramonto sui templi

Torniamo che è buio, accompagnati da due francesi che ci mostrano la via più corta. Compro il biglietto per Yangon, son diciassette dollari per circa dodici ore di bus, è caro considerando dove sono.

Però la birra che producono qui è davvero buona e costa poco, si finisce la serata con una bevuta.

Intanto una sorta di mantra recitato in un tempio qui vicino in occasione di un festival sacro è sparato a tutto volume dagli altoparlanti in tutta la zona, di continuo, giorno e notte!

Altra giornata in bici, tutto il giorno, spingendomi in aree poco battute dai bus turistici, girovagando su sentieri di campagna, in mezzo a campi, ritrovandomi tra tutte queste strepitose costruzioni.  Anche i venditori sono di meno qui.

Per pranzo arrivo in un villaggio di capanne di legno dove una ragazza mi ferma e mi chiede se voglio andare al ristorante di suo fratello...perché no? Poiché il luogo non è troppo visibile la ragazza è in strada per fermare i turisti ed accompagnarli al fabbricato di legno con cucina e tavoli, . Provo il cibo, molto semplice e buono. Mi racconta un po’ di cose su come vivono lei e la sua famiglia e, dopo pranzo, mi mostra come tesse e come carda la lana per creare il filo utilizzato nelle sue creazioni al telaio. Siamo accompagnati dal suo figlio “Momo” al quale racconto che per i tibetani il suo nome sta ad indicare il raviolone ripieno...se la ride di gusto! Vicino a noi una vecchia sta fumando un sigaro che sarà stato lungo venti centimetri, enorme! Sembra una pannocchia.

myanmar - bagan - donna che fuma sigaro

M’inoltro ancora un po’ nella campagna, su sentieri sabbiosi, dove incontro un gentile signore che mi mostra la via per un tempio che stavo cercando per godermi il panorama dalla sua cima. Mi accompagna con la sua bici, si aggregano due signore olandesi anch’esse dirette in quel luogo sacro. Qui ci aspetta la solita parata di macchine fotografiche e un bel tramonto. Tentiamo qualche avventuroso sentiero come scorciatoia ed arriviamo in poco tempo al villaggetto turistico.

Il monaco continua a cantare il mantra. 

Mentre faccio colazione conosco Vincent, normanno, studente di farmacia, curioso della vita, personaggio interessante. Gli dico che stiamo andando al Monte Popa e che, se vuole, forse abbiamo un posto nel minivan che abbiamo affittato. Scopro che ci son anche altre tre persone in più, le due olandesi ed un finlandese, che si aggregano ai due spagnoli, una coppia svizzera e me. Siamo tantissimi! Ci fanno un po’ di storie perché ci vogliono affittare due mezzi invece che uno, ma comunque ci stiamo, solitamente in questi minivan ci stipano in venti aggiungendoci merci e di tutto…in un modo o nell’altro riusciamo a partire tutti e nove. Simpatica gita di alcune ore al monte sacro, che è più bello visto dal basso. Salendo le lunghe scalinate si arriva in una ventina di minuti in cima a questa sorta di Olimpo birmano, dimora di divinità locali. Qui si trova un complesso di templi, altari, monasteri e molta gente incuriosita da noi più che dalle numerose scimmie dispettose, pronte a rubarti qualcosa di mano o a saltarti in testa. La vista dalla cima è magnifica.

mt popa - myanmar

Tornati a Bagan rimonto in sella alla mia bici e passo la giornata a chiacchierare e scherzare un po’ coi turisti un po’ con la gente del posto.

Girovagando rincontro Vincent, col quale mi addentro in un villaggio. I bambini del posto ci vogliono accompagnare al fiume, per osservare tutti assieme il fantastico calare del sole. La gente del luogo ci invita ad entrare in una delle loro case/capanna per offrirci un tè. Siam circondati da tutta l’allegra ed incuriosita gente che, mi pare di aver capito, costituisca un’intera famiglia.

Si fa buio, ho la ruota forata, ci metto un po’ a rincasare. Due ragazzi birmani, in bicicletta anche loro, si fermano e, molto gentilmente, mi scortano. Non so chi siano, loro pure non sanno chi io sia, ma si fermano per non lasciarmi da solo per strada. Li esorto a proseguire e a non farsi problemi per me, ma vogliono rimanere.

Torno in guest house, il tempo di una doccia, poi qualcuno bussa alla porta. Sono gli altri ragazzi che mi chiedono di cenare assieme a loro. Finiamo la serata con un po’ di buone birre birmane. E’ bello che in ogni posto dove si vaghi, dopo poco (tipo mezza giornata), si crei questo clima di famiglia. Scopro con piacere che il mio inglese è migliorato a forza di praticarlo.

Passo una mezza giornata in attesa del bus per la capitale, saluto un po’ di amici conosciuti e i due cari spagnoli, coi quali ho condiviso una decina di giorni. Bagan è stata un’eccezionale sorpresa, uno dei posti più belli visti qui in questa splendida Asia.


Dormire:

Come in qualsiasi destinazione da queste parti l'organizzazione per quel che riguarda il dormire è piuttosto buona. Non manca dove andare a riposarsi e disfare per qualche giorno valige o posare lo zaino, per pochi dollari si trovano ottime e pulite stanze. Se avete maggior disposizione di denaro e ne sentite l'esigenza troverete sistemazioni più costose. Molte delle più economiche sistemazioni si trovano a Nyaung U, per le altre più costose c'è più scelta nell'area della Old e della New Bagan. Io sono stato al Golden Village a Nyaung U, molto tranquillo e pulito, con terrazzino e aria condizionata. Pagato pochissimo.

Mangiare:

Ovunque troverete da mangiare, il luogo è molto turistico, quindi l'aria che si respira è quella solita di posti del genere...rimane comunque carino pranzare o cenare in uno di questi bei ristorantini che propongono ogni tipo di cucina, anche italiana...!

Trasporti nella zona:

Non si puo' non visitare in bicicletta l'area...sarebbe un peccato! Le affittano ovunque. Per chi non vuole o non puo' si gira con dei calessi, riparati dal sole e si possono affittare mezzi di trasporto privati nelle varie agenzie. Non mancano i risciò.

Arrivare e lasciare la città:

E' presente un aeroporto raggiungibile facilmente e in poco con i taxi, potete usare i bus (che arrivano e partono da Nyaung U) per le maggiori destinazioni, affittare un taxi o un pick-up. Una stazione ferroviaria vi assicura dei lentissimi viaggi nel paese. E' anche possibile arrivare e partire con la barca sul fiume Irrawaddy. 

Frasi utili:

Salutare in birmano:       Min ga la ba

Ringraziare in birmano:  Kyeizu tin ba de 

L'inglese è abbastanza parlato, ci si capisce facilmente in ogni caso.

Cosa vedere o fare:

  • Un giro fra gli innumerevoli templi della zona vi farà passare felicemente un paio di giorni almeno.
  • Perdetevi per i sentieri durante un giro in biciletta, facilmente affittabile ovunque.
  • Il tramonto dall'alto di uno dei templi vi lascerà senza fiato.
  • Si puo' fare una gita in battello
  • Un bel giro su un calesse, per riposarsi un po'!
  • Organizzano visite all'alba in mongolfiera (un po' caro il viaggetto...)
  • Se avete tempo visitate il vicino Monte Popa e fate una visita alle divinità che lo abitano!

Data del viaggio: Novembre 2010

Destinazioni: 
Racconti e Guida Viaggi: Myanmar - Bagan | Desi Sailor Viaggi

Errore

Si è verificato un errore inatteso. Riprova più tardi, grazie.