Racconti e Guida Viaggi: Nepal - Annapurna Circuit- Parte V

tratto finale dell'annapurna circuit - nepal

Viaggio folle lungo le strade sterrate che costeggiano un burrone nella parte che ci porta verso l'uscita dall'Annapurna circuit. L’autista lancia il mezzo ad una velocità improponibile sulla strada dissestata che stiamo percorrendo impavidamente. Facciamo delle sorte di salti mortali sui sedili posteriori, gli unici purtroppo che erano rimasti liberi. Uwe sbatte contro il portabagagli e si fa male alla fronte. I trekkers che incrociamo per strada, che non sono molti, sono poco contenti di camminare in questo caos. E’ anche un po’ pericoloso data la velocità dei mezzi e le pessime condizioni di questa via di trasporto. E’ un problema, oramai quasi più nessuno continua il giro dell’Annapurna dopo Jomson proprio per questi motivi. Mi chiedo il danno portato ai vari villaggi che si trovano più avanti che, anch’essi, avevano delle grandi entrate dal turismo in passato. Mi domando se siano contenti di questa novità.

La strada, che corre lungo il ciglio di un burrone, presenta delle parti franate. Si guadano fiumi e si passa su ponti di legno, davvero precari. Davanti a noi vedo altri bus contorcersi e saltare in modi mai visti prima, è impressionante, danno l’impressione di essere fatti di gomma. In più il nostro folle guidatore li vuole anche sorpassare. Ci riesce…siamo salvi.

Arriviamo a destinazione, stranamente sani e indenni. Non ci sono altri bus che partono oggi per scendere oltre Ghasa. Passiamo la notte qui. Riprendiamo le letture dopo la cena, pare di essere oramai in un circolo culturale.

meccanico dell'tratto finale dell'annapurna circuit - nepal

Durante la notte Tina e Uwe combattono contro un topino in camera, noi dormiamo alla grande. La cordiale signora dell’alberghetto ci chiama il bus per Beni, che passa a caricarci davanti a dove alloggiamo. Siamo ben stretti, il tizio dei biglietti ci spara una cifra assurda. Io ed Harriet iniziamo a protestare, incomincia una lunga discussione, non ci facciamo prendere in giro. Scendiamo dal mezzo, sotto lo sguardo incredulo degli altri viaggiatori, anzi…turisti! Facciamo una foto al ragazzo dicendogli che la porteremo alla polizia turistica di Pokhara, non è sereno quando se ne va. Ovviamente non lo faremo mai. E’ brutto farsi prendere in giro così, capisco pagare di più un biglietto rispetto a cosa lo pagano i locali, ma sei volte tanto…no! Non trovo neanche corretto che i turisti sborsino tutto quello che gli chiedono senza porsi domande. Se continuiamo a tirare fuori delle cifre di denaro spropositate i locali continueranno a chiedere sempre di più. Io credo che dovremmo pagare il giusto, che deve essere relativo a ciò che guadagniamo (in più) noi occidentali rispetto loro, ma che non debba essere dieci volte tanto. E intanto, i turisti allegri, regalano soldi e rovinano culture, facendoci passare come ricchi rincretiniti pieni di soldi da sfruttare come slot-machine e, nonostante ciò, senza farsi nessuna domanda sensata (ma d’altronde, chi si fa domande oramai…) guardano pure di storto noi viaggiatori, al massimo chiedendosi come mai facciamo tutte queste storie.

prendere il bus sull'annapurna circuit - nepal

altalena sull'annapurna circuit - nepalNon ci sono altri bus, decidiamo di proseguire a piedi fino al prossimo villaggio più grande. Non era previsto, ma ci facciamo altre tre o quattro ore di camminata sulla stradona principale, per fortuna oggi non troppo trafficata. Fa caldissimo, c’è molta umidità. Arriviamo a Tatopani, da dove prendiamo un bus per Beni. Sono venti chilometri che percorriamo in tre ore, un po’ snervante questa volta come viaggio. Siamo fermi davvero ogni tre metri. Da qui prendiamo un altro mezzo per Pokhara, altro calvario di più di quattro ore per fare pochi chilometri. Arriviamo distrutti, di sera, è già tutto buio. Dobbiamo cercarci una sistemazione. Purtroppo tutto è stracolmo a causa del festival odierno. Giriamo un po’ di sistemazioni economiche e troviamo un posto carino. Ceniamo, un pasto che tarda ad essere servito. Rientriamo in stanza e crolliamo dal sonno.

Siamo tornati nelle comodità, fra luci e chiasso della vita di “tutti i giorni” che in alcuni posti, seppur distanti tra loro, si sta omologando in modo davvero anomalo. Il contrasto con quello che abbiamo appena terminato è forte, il ricordo dell’avventura e le sue emozioni vengono festeggiati e onorati il giorno seguente con un’ottima cena.

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Dormire:

Lungo il tragitto si trovano villaggetti con sistemazioni spartane, ci si deve accontentare, l'acqua per la doccia è quasi sempre fredda. Non ricordo di avere visto riscaldamenti, forse in alcuni posti c'è la coperta elettrica. Se siete in difficoltà col freddo solitamente vi prestano delle coperte in più.

Mangiare:

Di solito si mangia dove si dorme, spesso si riesce anche a contrattare la spesa per il cibo con pernottamento "gratis".

Lungo il percorso invece si trovano dei luoghi di ristoro dove poter mangiare, spesso posseggono un unico fornello per cucinare, quindi c'è da attendere.

Più si sale e più il cibo inizia a costare, tutto in relazione alla spesa di trasporto.

Arrivare e lasciare la città:

Per arrivare al "punto di partenza" del trekking dell'Annapurna circuit si possono prendere bus da Pokhara e da Kathmandù, io ho iniziato da Besishar, ma ci sono anche altre "partenze".

Frasi utili:

Salutare:  Namaste

RingraziareDhanybhad

Accorgimenti:

Affrontare l'Annapurna Circuit è abbastanza semplice. Ho visto salire gente di tutte le età senza problemi.

Si puo' decidere se utilizzare una guida e dei porter oppure si puo' semplicemente fare da soli senza particolari difficoltà. A kathmandù e soprattutto a Pokhara vi potranno dare tutte le indicazioni e troverete gli uffici per fare i visti per entrare nella zona (probabilmente questi solo a Pokhara).

Portatevi delle pastiglie per la depurazione dell'acqua, nel caso finiate le scorte potrete utilizzare l'acqua dei ruscelli. Si trovano comunque diversi punti per rifornirvi.  Dato l'elevato tasso di turisti nell'area il luogo sta diventando inquinato, portatevi una bottiglia di plastica o una borraccia e ririempite quella.

Viaggiate leggeri!


Data del viaggio: Ottobre 2010

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