Racconti e Guida Viaggi: Thakhek loop - Laos!

Da tempo sentivo parlare del Thakhek loop, in Laos, un avventuroso giro in moto di circa 450km. nella regione del Khammouan, nella parte centrale del paese asiatico.

Quindi inizio a raccogliere qualche informazione online e decido di partire. Dopo qualche giorno passato fra la rilassante Vang Vieng e Vientiane a tirarsi gavettoni durante il folle e divertentissimo anno nuovo laotiano (Pi Mai) prendo uno scassato bus che in circa 6 o 7 ore mi porta dalla capitale a Thakhek, città posta sulle rive del Mekong,  non proprio da considerare fra le mete più belle del mondo. Ma è da qui che inizia (e finisce) quello che è oramai conosciuto come il "Thakhek loop"; più che altro è un buon punto di partenza in quanto facile da raggiungere e offre una buona disponibilità di moto in affitto.

Arrivo di sera e ho la piacevole sorpresa di ricevere un messaggio da Fabrice, un amico francese che mi sta raggiungendo da Bangkok per unirsi all'avventura. Nell'attesa inizio a guardare i prezzi del noleggio delle moto…un po' folli rispetto alla media del paese. Parlando un po' qua e là con altri viaggiatori scopro un posto con delle buone moto ad un costo decente, che contrattando un po' diventa accettabile: 70000 kip al giorno (circa 6€) per uno scooter cinese semiautomatico. Il posto, per chi fosse interessato, si chiama Wang Wang e si trova nella piazza principale di Thakhek. Il personale parla inglese, sono molto gentili e cordiali, forniscono anche una mappa (approssimativa) del Thakhek loop.

Il giorno successivo mi incontro con Fabrice, organizziamo un paio di cose e la mattina seguente partiamo utilizzando le "indicazioni" della mappa!

Si esce dalla città tramite una polverosa strada, dopo qualche chilometro ci fermiamo alle "grotte dell'elefante"...una pietra ha le sembianze del pachiderma... Troviamo gente cordiale che si vuole fare fotografare assieme a noi. Ovunque si vada nel mondo, appena si esce dai luoghi turistici o dalle città la gente diventa più simpatica, cordiale e sorridente.

Risaliamo in sella e percorriamo altri chilometri fino alle grotte di Tham Nang Ene, davvero imponenti e suggestive. Il resto del percorso del pomeriggio è su una strada percorsa da parecchi camion diretti verso il confine con il Vietnam.

Tutto il Laos, dalla capitale al villaggio più piccolo che ho visto è attraversato da una distesa di cavi elettrici che portano la corrente ovunque, distruggendo il panorama…sul tragitto vedo una delle centrali idroelettriche da dove partono tutti questi fili elettrici. Il paesaggio è completamente devastato. Ma, ovviamente, la gente del posto ha la possibilità di usufruire dei vantaggi dati da tutto ciò. Ovvio che se si impegnassero un po' di più a realizzare qualcosa ad impatto ambientale ridotto sarebbe meglio!

Passiamo poi per la  foresta laotiana e finalmente la strada diventa piacevole e priva di mezzi pesanti.

La prima giornata si conclude dopo circa 180 polverosi chilometri alla Sabadee guest house, ben segnalata sulle mappe. Nonostante la massiccia pubblicità nel circuito backpacer il luogo risulta un'ottima scelta: accogliente ed economico. Il gestore è davvero un tipo simpatico e per cena organizza un'ottima grigliata con pane e pizza fatti in casa.

Il secondo giorno è probabilmente il più interessante a livello di percorso, si passa per la giungla laotiana e per villaggi che non sembrano troppo devastati dal turismo. Si unisce a noi una simpatica ragazza americana con la sua moto. Quattro chiacchere lungo la strada con la gente del posto e tante risate.

Una tappa ad un ristorante per un buon piatto di noodles in stile vietnamita. Qui siamo a Lak Sao vicini al confine, cosa che si nota anche dalla presenza di camionisti che si fermano a mangiare da queste parti, molti dei quali vietnamiti. Ci accolgono con un "Xin Chao!" (saluto vietnamita) e ci offrono da bere whisky…non il meglio se si guida una moto! Un sorso giusto per non essere scortesi, soprattutto dopo tutte le feste e i sorrisoni amichevoli che ci hanno fatto.

La signora del ristorante oltre che a servire deliziosi piatti è anche a capo delle scommesse che si effettuano al cospetto di un televisore che trasmette un incontro di box locale. Il pubblico è caldo e pronto a giocarsi la puntata sul combattente vincente!

Stupenda sorpresa del giorno è una laguna di acqua verdissima, perfetta dopo tutta questa strada al sole brutalmente attaccati dalla polvere! Un sentiero di terra battuta ci porta attraverso una pianura posta su uno spettacolare paesaggio alla fresca meta dove ci facciamo un bel bagno.

La giornata finisce nel villaggio di Konglor, dopo circa 170 chilometri, in una homestay dove una simpatica famiglia ci accoglie nella loro vita di tutti i giorni.

Dopo un'ottima cena preparata in casa la signora, che pare la capofamiglia, ci accompagna al party del villaggio, qui sono ancora nei festeggiamenti della fine dell'anno…oramai è quasi una settimana!

Ci offrono da bere, balliamo con loro, ci facciamo tutti assieme un sacco di risate e cerchiamo di comunicare con le poche parole di inglese e laotiano che ci accomunano, nel frattempo non smettono di riempirci il bicchiere con la sempre presente Beerlao! Finiscono per ubriacarci con brindisi a suon di "Sawadee Pi Mai" (buon anno nuovo). Di notte non riusciamo a dormire in quanto la stanza adibita a nostra temporanea camera da letto è a 10 metri dalle casse dell'impianto dal quale sparano musica laotiana e thai tutta la notte, finiscono verso le 5 di mattina, poco prima che il gallo inzi a cantare! Immaginavo la vita del villaggio molto meno rumorosa. Nonostante il non aver dormito è stata una permanenza eccezionale!

Dopo una veloce colazione e i saluti alla famiglia che ci ha ospitati rimettiamo i sederi sulla sella, facciamo un breve rifornimento alle moto e in poco più di 10 minuti siamo alle grotte di Konglor. Lasciamo i nostri mezzi all'entrata e prendiamo una barca che ci condurrà nella magnifica esplorazione dell'immensa caverna…pare di entrare nell'Inferno dantesco, non si può' non pensare all'uomo che guida la barca come ad un personale traghettatore di anime!

Peccato che l'immensa caverna-tunnel non sia ben illuminata, eccetto alcune parti accessibili a piedi. Ma anche questo viaggio al semi-buio ha il suo fascino: si percorre la galleria nelle viscere della terra, in un'ottima e fresca temperatura. Quando il motore della barca si spegne e si rimane senza rumori si ha la sensazione di fluttuare nell'immenso.

Riprendiamo la via e ci dirigiamo verso la strada del ritorno, un ultimo regalo del percorso è rappresentato dallo splendido panorama composto dalle grigie formazioni calcaree immerse nel verde della foresta laotiana. Dopo poco si mette a piovere, non male dopo tutto questo sole!

L'ultimo pezzo è su una polverosa strada, la Highway 13, dove bus e camion sfrecciano diretti a Thakhek o al sud del Laos, per scaricare merci e turisti. Arriviamo in città al calare del sole.

Il loop è semplice ed avventuroso, si passa per posti meravigliosi. Non ci sono problemi per quel che riguarda trovare sistemazioni, cibo e rifornimenti o posti per riparare le moto. Si può fare comodamente in 3 giorni e 2 notti, alcuni ci mettono di più altri di meno…l'importante è mettersi in sella e divertirsi, scoprendo questa fantastica parte del Laos! Chi fosse da quelle parti dovrebbe pensare a quest'esperienza!!

 

Data del viaggio: Maggio 2014

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